
Finlamente ritrovata la sedicenne americana Abby Sunderland, salpata a gennaio da Los Angeles e dispersa ieri da quasi 20 ore nell'Oceano Indiano. Tramite il satellitare era in comunicazione con il padre, quando di colpo le comunicazioni sono saltate a causa delle pessime condizioni atmosferiche.
La barca di Abby, Wild Eyes, ha incontrato venti oltre i cinquanta nodi e mare fortemente agitato, costringendola a piegarsi fin'oltre il pelo d'acqua.
In queste condizioni tutto sembrava ormai per il peggio, quando, ieri sera un veivolo dei mezzi di soccorso ha identificato la barca: dalle prime e frammentarie informazioni che si hanno, sembra che la ragazza stia bene e che si trovi ancora a bordo della barca, che dovrebbe avere disalberato.
Il recupero ad opera della Marina Australiana dovrebbe avvenire nelle prossime ventiquattro ore.
La Sunderland puntava a divenire la più giovane navigatrice a fare il giro del mondo senza fermarsi, ma aveva dovuto rinunciarvi a causa di una tappa obbligata a Città del Capo, per effettuare delle riparazioni importanti alla sua imbarcazione. La sua impresa fin dall'inizio aveva suscitato polemiche sia per la sua giovane età, solo sedici anni, sia per la stagione scelta, quella invernale, che preannunciava condizioni meteo davvero dure.
